Ciclo mestruale, genitali femminili, utero, ovaie, menopausa, parto

Ciclo mestruale, genitali femminili, estrogeni, utero (Wikipedia), ovaie, fibromi, parto (Wikipedia), menopausa (Wikipedia) sono argomenti che interessano tutte le donne, anche quelle in giovane età.

ciclo mestruale

Il ciclo mestruale (Wikipedia) femminile è regolato da una molteplicità di fattori , che , interagendo tra loro, ne determinano ritmo, quantità e durata. Il punto di partenza può essere considerato la ghiandola ipofisi che si trova alla base del cervello e che immette in circolo, a partire dagli anni che precedono immediatamente il menarca ( 1° flusso  mestruale in età adolescenziale, solitamente tra i 10 e i 13 anni) un gruppo di sostanze ormonali che stimolano a loro volta le ovaie a produrre gli ormoni tipici del sesso femminile, cioè gli estrogeni e il progesterone. L’interazione ritmica tra ipofisi e ovaie dà luogo al ciclo ormonale della donna e ne regola il ritmo: viene considerata normale una distanza tra le mestruazioni compresa tra i 25 e i 35 giorni (durata del ciclo mestruale). La quantità e la durata, pur risentendo anch’esse dell’equilibrio ormonale (ad esempio la carenza di progesterone può dar luogo a flussi più abbondanti, come accade nelle adolescenti e in età pre-menopausale), dipendono in maggior misura dalle condizioni dell’ utero: la presenza di fibromi, di adenomiosi  o di polipi endouterini ( cioè endometriali)  dà luogo a perdite di sangue irregolari tra un ciclo mestruale e l’altro e a flussi generalmente abbondanti, con presenza di coaguli, e prolungati.  Anche le neoformazioni a livello del collo dell’utero, quali i polipi cervicali, in massima parte benigni, o le lesioni virali di vario grado ( fino alle neoplasie cervicali maligne) danno luogo a perdite di sangue irregolari, generalmente più accentuate dopo i rapporti sessuali. Gli accertamenti  da eseguire in caso di irregolarità sia di ritmo, che di quantità, comprendono, oltre all’esame ginecologico di routine, il pap test, l’ecografia trans-vaginale e gli eventuali accertamenti ormonali: questi ultimi, a secondo del sospetto diagnostico ( es. mancata ovulazione) vanno eseguiti in giorni precisi del ciclo per essere significativi. L’ecografia dimostrerà invece la presenza di polipi o fibromi uterini e la corretta maturazione dell’endometrio in relazione alle diverse fasi del ciclo mestruale. Le irregolarità di ritmo possono dipendere anche da squilibri metabolici quali l’anoressia, i cali di peso troppo rapidi,  o viceversa l’obesità. Anche la sindrome dell’ovaio policistico ( PCOs) , così come le alterate funzioni della tiroide, che hanno una genesi ormonale, sono accompagnate da alterazioni metaboliche importanti. I rischi maggiori per la donna derivano da una carenza di globuli rossi e/o di ferro conseguenti alle eccessive perdite ematiche, e dalla possibilità di sviluppare neoformazioni maligne, segnatamente i carcinomi dell’endometrio, più frequenti in età menopausale, e quelli del collo del’utero.

La terapia sarà conseguentemente ormonale nei casi indicati o chirurgica in caso di neoformazioni sia benigne , quali i frequentissimi fibromi, che maligne. Si possono indicare anche terapie mediche per ridurre il volume dei fibromi, o per controllare i flussi particolarmente abbondanti. Un accenno va fatto alla terapia estro-progestinica (pillola): essa regolarizza il ciclo mestruale, ma in modo artificiale, senza correggere l’alterazione che ne è la causa, riduce molto il dolore mestruale (dismenorrea) e può tenere sotto controllo la crescita dei fibromi, mentre è ovviamente contro-indicata in caso di situazioni di malignità.

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