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Ginecologo

L’ endometriosi intestinale

Endometriosi intestinale


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  1. Cosa è.
  2. Come riconoscere l’endometriosi intestinale.
  3. Come si cura l’endometriosi intestinale.
  4. Quando operare l’endometriosi intestinale.
  5. L’endometriosi intestinale in gravidanza.
  6. L’endometriosi intestinale in menopausa.
  7. La dieta per l’endometriosi intestinale.

Cos’è l’endometriosi intestinale

Abbiamo già parlato dell’endometriosi, analizzando quali sono le cause e i sintomi. In questo articolo approfonderemo l’endometriosi intestinale che è un disturbo spesso asintomatico e che colpisce più di 150 milioni di donne nel mondo, in Italia quasi tre milioni e cinquecentomila giovani donne.

L’età in cui si manifesta è generalmente intorno ai trent’anni o poco prima.

L’endometriosi è un’infezione dell’endometrio e cioè dei tessuti che ricoprono l’utero causata da batteri. Infatti in questi casi si parla di PID (Pelvic Inflammatory Disease) malattia infiammatoria delle pelvi cioè siamo in presenza di batteri che risalgono dalla vagina agli organi interni; utero, tube di Falloppio e peritoneo.

Quando si parla di endometriosi intestinale significa che questa infiammazione è passata all’intestino e con il progredire dell’infezione possono essere attaccati il retto, , l’intestino tenue e la parte iniziale dell’intestino crasso.

Come riconoscere l’endometriosi intestinale

 Purtroppo questa infiammazione è di difficile diagnosi in quanto normalmente viene confusa con la sindrome del colon irritabile, la conseguenza è che non si riesce ad intervenire prontamente lasciando che questa patologia si estenda sempre di più fino a diventare invalidante.

L’ecografia e la risonanza magnetica possono dare un quadro preciso circa l’esistenza di tumefazioni delle pelvi e l’esistenza di un’endometriosi profonda. La colonscopia, che seppur leggermente invasivo, può dare da subito utili informazione sullo stato dei tessuti (si può fare anche un esame istologico del tessuto asportato).

Un clisma con bario a doppio contrasto può essere utile nel determinare la localizzazione precisa dei noduli endometriosici, ma non è in grado di dimostrare con precisione la profondità del coinvolgimento parietale. Inoltre, un limite critico di questa tecnica è rappresentato dall’esperienza del radiologo nella diagnosi di endometriosi intestinale.

L’ecografia transvaginale può permettere di vedere un’endometriosi a livello del tratto retto-sigma. Tuttavia, questa tecnica non permette di capire con certezza la distanza delle lesioni rettali dal margine anale e non è possibile valutare quanto è coinvolta la parete rettale. In questo caso si dovrebbe procedere con l’ultrasonografia endoscopica rettale utile per questo. Con l’ultrasonografia endoscopica non si possono avere informazioni sulla parte superiore del colon ed è difficile individuare  i noduli endometriosici più grandi.

La tomografia assiale computerizzata (TAC) è sconsigliata in quanto non da risultati soddisfacenti. Con la TAC si possono diagnosticare le cisti ovariche endometriosiche. La TAC multistrato (MSCT) associata all’enteroclisma oggi è riconosciuta per indagare sul piccolo intestino e per vedere la presenza è la profondità delle lesioni.

La laparoscopia diagnostica  è indispensabile per confermare o meno l’esistenza dell’endometriosi.

 


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I sintomi

I sintomi dell’endometriosi intestinali dipendono da quanto tessuto ednometriale ritroviamo nella parete intestinale e quindi dallo stato di avanzamento della malattia. All’inizio può essere asintomatica o manifestarsi con lievi disturbi, con il progredire diventa invalidante.

Dolori e spasmi a livello intestinale non localizzati ma diffusi

mancanza di appetito;

perdita di sangue dal retto;

nausea e vomito;

defecazione dolorosa;

diarrea o stipsi.

Come si cura l’endometriosi intestinale

Attualmente non è ancora stata trovata una cura per l’endometriosi intestinale si tratta per di più di interventi conservativi volti a ridurre il dolore e a controllare l’infiammazione.  I farmaci sono oltre alla pillola anticoncezionale, i FANS (antinfiammatori) e i farmaci progestinici. Alle volte si procede con una terapia ormonale in grado di ridurre il livello degli ormoni estrogeni cercando quindi di alleviare il dolore.

Come detto sono tutti interventi conservativi ma non definitivi in quanto ad oggi un vera cura purtroppo non esiste.

Quando operare l’endometriosi intestinale

L’intervento chirurgico viene scelto come metodo di intervento quando le cure non hanno avuto successo e non sono riuscite a ridurre il livello del dolore. Si procede quindi, generalmente in anestesia generale con l’eliminazione delle lesioni dovute al tessuto endometriale in eccesso. Generalmente l’apparato riproduttivo della donna viene mantenuto integro.

In tutte le lesioni intestinali complesse, si possono trovare dei sintomi ostruttivi. In questi pazienti dove è presente  un’ostruzione intestinale e una sintomatologia molto dolorosa spesso  si ricorre all’intervento chirurgico. A seconda della gravità delle lesioni si può optare per una resezione intestinale oppure per una  nodulectomia (cioè l’asportazione del nodulo).

L’endometriosi superficiale:  viene considerato un intervento chirurgico semplice attraverso la laparoscopia di base. Si consiglia un laser CO2.

L’endometriosi cistica: nella casistica viene classificato come un intervento chirurgico semplice, in realtà presenta delle difficoltà in quando è difficile non danneggiare l’ovaio. Tale intervento dovrebbe essere considerato di livello II.

L’endometriosi profonda: è un intervento complesso e richiede un’equipe medica specializzata (isterectomia).

In gravidanza

L’endometriosi intestinale può  essere causa di infertilità nelle donne anche quando operate. Pertanto il medico deve valutare, in caso di endometriosi seria se procedere chirurgicamente con potenziali ricadute sulla fertilità piuttosto che optare per una terapia più conservativa.

Il tasso di gravidanza,  studio eseguito su un campione di donne con endometriosi intestinale, dimostra che è più alto se l’intervento viene fatto per via laparoscopica (circa il 58%) rispetto alla laparotomia (23%).

Un’ulteriore studio compiuto su 75 pazienti, per indagare quanto possa incidere l’endometriosi sull’infertilità valutando da un lato l’intervento chirurgico e dall’altro la fecondazione assistita ha dimostrato che vi è un significativo  aumento del tasso di gravidanza quando viene scelta la fecondazione assistita senza intervenire chirurgicamente.

L’endometriosi intestinale in menopausa

Spesso l’inizio di questo processo, la menopausa, significa per molte donne che soffrono di questa patologia la guarigione. Infatti  durante le menopausa il livello degli ormoni prodotti dal sistema endocrino si abbassa e di conseguenza il tessuto endometriale per crescere ha bisogno degli estrogeni.

Vi è la possibilità che i sintomi dolorosi continuino per un certo periodo anche in menopausa, nonostante la causa scatenante sia cessata, ciò accade perché si era probabilmente di fronte ad endometriosi grave. In questi casi, tuttavia i sintomi non sono invalidanti come nel periodo di fertilità della donna, oltre l’80% dei casi lamenta dei sintomi dolorosi solamente lievi.

La dieta per l’endometriosi intestinale

Una corretta alimentazione riduce il processo infiammatorio e può aiutare ad attenuare le manifestazioni dolorose dell’endometriosi intestinale. Dobbiamo eliminare gli alimenti che contengono additivi non naturali così come quelli che contengono il glutine (uno studio di nutraceutica ha mostrato come i pazienti che soffrono di endometriosi abbiano sviluppato un’intolleranza al glutine).

Bisognerà cercare di non mangiare la carne rossa, gli insaccati, rinunciare al caffè. Assolutamente vietate le bevande zuccherate, alcoliche e i dolci. Allo stesso modo bisogna limitare il consumo di latte e latticini e le uova.  In generale tutti gli alimenti che provocano acidosi e processi infiamativi.

La  dieta deve preferire questi alimenti:

Pesce Azzurro

Salmone

Carni bianche pollo, tacchino, agnello, selvaggina in misura minore.

Frutta e verdura in quantità soprattutto gli ortaggi a foglia verde

Legumi

Riso integrale

Cereali integrali

Semi di lino

Bere molta acqua

Frutta in guscio ricchi di Omega3

Olio di oliva e in generale i grassi TRANS

Aglio cipolla

Patate dolci (è consigliato un uso limitato)

Puoi approfondire l’argomento leggi qui


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