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Andrologo Urologo

Prostatite e disfunzione erettile

Prostatite e disfunzione erettile: quale relazione?

In questo articolo analizzeremo l’esistenza di un legame causa-effetto tra prostatite e disfunzione erettile.

La prostata, come abbiamo visto in precedenti articoli, è una ghiandola situata allo sbocco della vescica, all’inizio dell’uretra (v. figura), delle  dimensioni di una castagna (nel giovane). Contribuisce alla composizione dello sperma, svolgendo un’azione di nutrizione degli spermatozoi.

prostatite e disfunzione erettile

La prostata può essere affetta da varie patologie (IPB e prostatite).

L‘ingrossamento della prostata (Ipertrofia Prostatica Benigna – IPB), che si ha col passare degli anni, in un elevato numero di uomini, è una condizione patologica che  può provocare vari disturbi urinari (di tipo irritativo e/o ostruttivo). Aggiungo che circa i 2/3 degli uomini al di sopra di 50 anni di età presentano quadri variabili di IPB, per lo meno da un punto di vista anatomico.

Alla Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB) si possono associare quadri variabili di disfunzione (o deficit) erettile.

La prostatite invece è una malattia della prostata di origine infiammatoria e interessa tutte le fasce di età. Può associarsi alla Ipertrofia Prostatica Benigna.

La prostatite può essere dovuta ad una infezione batterica acuta e provoca dolore alla minzione, febbre e urgenza/frequenza ad urinare. Risponde bene in genere alla terapia antibiotica e anti-infiammatoria.

Può succedere che la prostatite batterica cronicizza e, in questo caso, i  sintomi possono essere sfumati e insidiosi. Tra i sintomi ricordiamo:

  • bruciore,
  • senso di peso perineale,
  • minzione frequente,
  • getto ridotto e intermittente.
  • urinoculture e/o spermioculture talvolta positive.

La prostatite cronica batterica può compromettere la fertilità e può essere causa o concausa di impotenza (disfunzione erettile).

Bisogna infatti ricordare che la prostata è al crocevia fra apparato urinario e apparato genitale maschile (v. figura).

Perché la prostatite può provocare una disfunzione erettile?

La fisiologia dell’erezione è piuttosto complessa. L’eccitamento parte dal Sistema Nervoso Centrale e porta all’erezione attraverso centri nervosi midollari e attraverso nervi periferici, che costituiscono il plesso pelvico (parasimpatico, simpatico e recettori nervosi di altra natura). Il risultato finale è una importante vasodilatazione delle arterie del pene. La vasodilatazione è associata a dilatazione e distensione dei Corpi Cavernosi penieni e chiusura (successiva) delle vene. Perché tutti questi sistemi e fibre nervose funzionino, è necessario che il Testosterone (ormone maschile) sia nei limiti della norma. E che le fibre e centri nervosi siano normalmente funzionanti (così come il sistema arterioso e venoso).

Si ritiene che sia il parasimpatico-sacrale a determinare la vasodilatazione necessaria per l’erezione.

Attraverso un mediatore che si chiama Acetilcolina.

Vi è però un altro mediatore chimico che si inserisce nel processo, a questo punto, ed è l’Ossido Nitrico (NO).  Che viene prodotto dalle cellule endoteliali delle arterie dei Corpi Cavernosi, e che ha una potente azione vasodilatatrice.

Quindi sotto l’azione dell’Acetilcolina e del NO, si determina l’erezione.

E’ stato dimostrato che, nella patologia prostatica (IPB e/o prostatite – o compresenza di entrambe), ci può essere un deficit anche marcato di NOsintetasi (cioè di quell’enzima che contribuisce a produrre NO, ossia ossido nitrico). Con perdita dell’azione di vasodilatazione di tale mediatore.

Inoltre la sintomatologia dolorosa (pelvi-perineale), unita al senso di malessere che spesso accompagna le prostatiti, non favorisce certo l’erezione.

In quei pazienti poi che sono avanti negli anni, si può aggiungere, nel determinare una disfunzione erettile, deficit di Testosterone e stenosi delle arterie peniene (da aterosclerosi).

Nel soggetto giovane però, affetto da prostatite e che lamenti una disfunzione erettile, gioca un ruolo senz’altro importante il deficit di NOsintetasi (o sintasi).

Infatti se non vi fosse tale deficit di neurotrasmettitori, sarebbe difficile spiegare perché un paziente, con sistema anatomico nervoso, vascolare e ormonale integri, debba lamentare una disfunzione erettile a volte anche marcata.

Curando bene la prostatite, col passare del tempo, si ha in genere una “restitutio ad integrum” (restituzione all’integrità). In questa ottica, oltre alle normali terapie per la prostatite, assumono un ruolo terapeutico i vari integratori (che possano ad esempio aumentare la concentrazione di NO) e, qualche volta, anche i farmaci tipo Sildenafil (Viagra) o simili.

 


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