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Dieta Nutrizionista

La dieta per diverticoli

La dieta per diverticoli

La diverticolosi è una patologia comune del colon, in particolare del sigma e del tratto discendente.

I diverticoli interessano più del 50% della popolazione occidentale dopo i 60 anni, senza grosse differenze di sesso. Di rado colpisce prima dei 40 anni. E’ una patologia riscontrata soprattutto nella popolazione occidentale. Questo spiega perchè il termini ” dieta per diverticoli” rappresenta una delle ricerche mediche più diffuse nel web.

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La diverticolite spesso rimane asintomatica ed è riscontrata solo in seguito a esami diagnostici radiologici o ecografici.

La  “diverticolite” o malattia diverticolare è una complicazione provocata dall’infiammazione di uno o più diverticoli. Si presenta con  questi sintomi: spasmi, meteorismo, stipsi, dolori addominali concentrati nel quadrante inferiore sinistro dell’addome,

Cosa sono i diverticoli e qual è la dieta per i diverticoli più opportuna?

I diverticoli sono estroflessioni (dalle dimensioni che possono variare dalla grandezza di un pisello a quella di una nocciola), piccole cavità arrotondate, che si formano sulla parete addominale del colon.

il sigma con estensione al discendente e al traverso manifesta i diverticoli, mentre il retto in genere non è interessato.

Qual è il meccanismo che porta alla formazione dei diverticoli? I diverticoli, che appaiono simili a piccoli sacchettini estroflessi, sono associati a una ridotta motilità intestinale.

In presenza di un aumento locale della pressione si ha una “fuoriuscita” (come un’ernia) della mucosa nei punti più deboli del colon.

La debolezza della parete intestinale è associata all’avanzare dell’età, questo il motivo che spiegherebbe l’aumento della diverticolite nelle persone anziane.

I diverticoli sono quindi delle alterazioni anatomiche del colon.

I diverticoli più problematici, ma per fortuna meno frequenti, sono quelli formati da un’estroflessione di tutti gli strati della parete intestinale. Quelli più comuni (e facilmente risolvibili seguendo un coretto stile di vita e una dieta per i diverticoli) interessano solo la mucosa e la sotto mucosa intestinale.

La cosiddetta “dieta per i diverticoli” non va però considerata come una cura per guarire dalla patologia conclamata ma è piuttosto un importante e utile sistema per prevenire l’evoluzione nel doloroso stadio infiammatorio.

Quando il paziente si trova nella fase acuta della diverticolite la dieta consigliata è infatti per lo più basata sul digiuno e sulla somministrazione di antibiotici per via parenterale. Il digiuno consente di mettere a riposo l’intestino e va seguito da un medico.

Qual è la dieta corretta per prevenire lo stato infiammatorio?

La dieta per i diverticoli (sarebbe più corretto scrivere la dieta per prevenire la diverticolite) è molto simile alla dieta consigliata a chi soffre di colon irritabile.

Di seguito quindi le indicazioni dei medici per dare una risposta alla ricerca: “dieta per diverticoli”

– Aumentare il consumo di fibre vegetali: attraverso l’assunzione di 2/3 porzioni di frutta e verdura al giorno.
La frutta e la verdura sono molto utili per la loro capacità di trattenere acqua andando così ad aumentare il volume delle feci, facilitandone il transito intestinale e riducendo quindi la pressione intraluminale.

Son quindi raccomandate verdure che più hanno la proprietà di trattenere acqua come lattuga, zucchine, sedano ecc.

Le verdure da evitare sono quelle che contengono semi come pomodori melanzane, cetrioli e verdure con fibre lunghe e filamentose come i fagiolini. Ottimi i minestroni, meglio se passati.

L’integrazione di fibre può essere agevolata anche attraverso bustine di crusca e di psillio, reperibili in commercio, che vanno accompagnate dall’assunzione di molta acqua durante il giorno.

E’ raccomandato anche il consumo di frutta cruda, ben masticata e cotta. Sempre meglio evitare quella con i semi come anguria, fichi, kiwi, uva e melograno.

Si consiglia gradualità nell’aumentare il consumo di fibre, per evitare fenomeni temporanei di gonfiore addominale.

 Questi fenomeni non devono comunque indurre il paziente ad abbandonare la dieta.

Assumere molti liquidi, bere preferibilmente lontano dai pasti almeno 1 litro e mezzo di acqua naturale al giorno (controllando l’etichetta: il contenuto di sodio non dovrebbe mai superare i 20 mg al litro).

Evitare le bibite gassate, zuccherate e limitare il consumo di te e caffè.

Ridurre il consumo di grassi animali e quindi limitare carne rossa e insaccati

Limitare il consumo di spezie e cibi piccanti

Eliminare il latte e i formaggi stagionati

Ridurre il fumo

Oltre a queste semplici indicazioni alimentari si consiglia di mantenere uno stile di vita attivo, di camminare almeno 30/40 minuti al giorno, e di mantenere tonici i muscoli addominali

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