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Dieta

Fermenti lattici quando prenderli?

Sono in molti a porsi la domanda: “fermenti lattici quando prenderli?”.

Domanda che ci si pone solitamente a seguito di qualche disturbo, lieve o di media entità, gastrointestinale.

Se ci fermiamo un attimo a pensare, il quesito “fermenti lattici quando prenderli”, in realtà sottintende una domanda più importante.

Questa: “fanno bene i fermenti lattici?”

O, come dice qualcuno, “fanno bene solo a chi li vende?”

Mi sono stancata di avere dubbi, così ho fatto una ricerca e riporto sotto le conclusioni.

Dalle conclusione potete quindi capire se esiste o meno una risposta a “fermenti lattici quando prenderli”.


Riassunto.

Sulla base della letteratura disponibile, che include trial ben disegnati, revisioni sistematiche e meta-analisi, sono stati definiti alcuni effetti benefici dei probiotici come classe generale. È però indispensabile che ogni prodotto, e perciò ogni ceppo, probiotico abbia evidenze sufficienti per supportare i benefici che gli sono attribuiti.

Vi è inoltre necessità di una maggiore chiarezza nella comunicazione sui dati raccolti al consumatore. E, ancora di più, alle autorità regolatorie.


Si definiscono lattobacilli o fermenti lattici i batteri produttori di acido lattico come risultato finale del catabolismo fermentativo degli zuccheri.

La definizione oggi internazionalmente accettata di “probiotico” è quella enunciata nel 2001 dalla FAO e dalla WHO: «Live microorganisms which when administered in adequate amounts confer a health beneft on the host”. In altre parole, il termine “probiotico” si riferisce a una funzione e non a un’unità tassonomica.

È anche necessario definire le caratteristiche e i criteri necessari per la produzione industriale di un ceppo probiotico sia che esso debba essere utilizzato come alimento, farmaco o bioterapeutico (tabella 1).

Le specie microbiche utilizzate devono quindi rispettare le seguenti caratteristiche:

■ essere sicure per l’impiego umano (riferimento ai criteri emanati dall’EFSA);

■ non essere portatrici di antibiotico-resistenze acquisite e/o trasmissibili;

■ devono essere attive e vitali a livello intestinale in quantità tale da giustificare gli eventuali effetti benefici;

■ essere in grado di aderire alla mucosa intestinale, persistere e moltiplicarsi;

■ devono essere in grado di conferire un beneficio fisiologico;

■ essere correttamente identificate in etichetta in accordo con le denominazioni validate da organismi internazionali.

Principali specie (tabella 2).

Meccanismi d’azione:

  • producono sostanze che sono in grado di proteggere le cellule epiteliali intestinali (CEI) dagli insulti termici, ossidativi, tossici.
  • Modulano la risposta immunologica delle CEI tramite la produzione di sostanze chiamate citochine, quindi di aumentare le difese e ridurre l’infiammazione.
  • Producono peptidi chiamati batteriocine in grado di contrastare alcuni germi patogeni.
  • Inoltre possono regolare l’apoptosi (la distruzione) delle cellule intestinali e contribuire al controllo delle infezioni intestinali

Spesso i probiotici possono essere inefficaci.

I motivi per una mancata risposta terapeutica a un trattamento con probiotici della disbiosi possono essere:

■ bersaglio sbagliato;

■ probiotico sbagliato o non efficace come sperato;

■ somministrazione in un momento sbagliato;

■ età e situazione nutrizionale del paziente.

In tabella 3 l’utilizzo dei probiotici per curare le malattie in base alle loro proprietà.

Per quanto riguarda gli studi che ne hanno studiato l’efficacia, purtroppo sono pochi e non concludenti (vedi articolo, tab. 4)

I probiotici si sono mostrati efficaci nel trattamento della diarrea acuta infettiva. Della diarrea persistente dei bambini. Per prevenire il diabete gestazionale. L’enterocolite necrotizzante dei neonati pretermine. Per prevenire la diarrea associata ad antibiotici del bambino.


Conclusioni.

A fronte di un utilizzo storico benefico di prodotti ad attività probiotica e di validi presupposti teorici attualmente però non ci sono evidenze conclusive sulla loro efficacia.

D’altra parte la ricerca sta evidenziando le molteplici funzioni del microbioma intestinale e la sua importanza sulla nostra salute. Quindi speriamo che presto se ne sappia di più.


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