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Nutrizionista

Alimentazione e tumori: cibi ultra processati e rischio di cancro

In questo articolo parliamo di alimentazione e tumori. In particolare di cibi ultra processati e rischio di cancro

Ha avuto recentemente rilievo sulla stampa generalista una importante ricerca che evidenziava una relazione fra cibi ultra processati (ultra-processed food, impropriamente nominati junk food) e cancro: vale la pena di fare chiarezza.

Per il World Cancer Research Fund/American Institute for Cancer Research circa un terzo dei più comuni tumori potrebbe essere evitato modificando lo stile di vita e le abitudini dietetiche.

Il cancro rappresenta il maggior problema mondiale di salute con 14.1 milioni di casi diagnosticati nel 2012.

Nelle ultime decadi, nei paese sviluppati, l’alimentazione si è spostata verso il consumo di ultra-processed-food.

Tradotto impropriamente con junk food.

In realtà un processed food è un alimento trasformato ed è tutto ciò che è stato deliberatamente alterato in qualche modo prima di mangiarlo, cioè che è stato congelato, essiccato o formulato artificialmente (vedi sotto la classificazione NOVA per i cibi processati).

Questi cibi sono microbiologicamente sani, palatabili, convenienti ma hanno un alto contenuto di grassi saturi, zucchero e sali aggiunti ed un basso contenuto di vitamine e fibre.

A parte il valore nutrizionale, contengono contaminanti neoformati alcuni dei quali hanno proprietà carcinogenetiche (cioè possono favorire l’insorgenza di cancro. Tra questi: acrilamide, amine eterocicliche ed idrocarburi aromatici policiclici.

Inoltre gli involucri possono contenere materiali in contatto con i cibi che hanno proprietà carcinogenetiche o sono distruttori endocrini e metabolici (cioè che alterano l’equilibrio endocrino e metabolico) come il bisfenolo A.

Ci sono inoltre gli additivi, autorizzati ma controversi (TiO2,white food pigment) e nitriti di sodio per le carni.

Ovviamente ci sono differenze significative fra i piselli surgelati e le crocchette di pollo, ma questo è il primo studio che valuta l’associazione fra il consumo di alimenti trasformati e l’incidenza di cancro.

Questo è un importante studio a cui hanno partecipato 194.980 individui, di età media 42,8 anni seguiti dal 2009 al 2017 e che ha valutato il consumo di 3300 diversi cibi elaborati.

Si conclude che un incremento del 10% di cibi ultra processati nella dieta è associato con un incremento di più del 10% del rischio complessivo di sviluppare un tumore in generale e della mammella in particolare.

Se confermato, questo studio suggerisce che l’aumento del consumo di cibi ultra elaborati condurrà nelle prossime decadi ad un incremento del cancro.

Secondo la classificazione NOVA gli alimenti sono suddivisi:

  1. I cibi non processati o minimamente processati. Come l’acqua e i prodotti vegetali e animali come appaiono in natura. O con quel minimo di pulizia e lavorazione (seccaggio, salatura, fermentazione, refrigerazione, etc) che serve a conservarli quando non si consumano freschi.
  2. Gli ingredienti processati per uso culinario. Come olio, burro, grassi, zucchero, sale e cibi derivanti dalla prima categoria come farine, conserve e pasta. Di solito non si consumano come tali, ma per ricette che fanno uso di alimenti del primo gruppo.
  3. Cibi processati come verdure e pesci in scatola, frutta sciroppata, formaggi e pane fresco. Preparati di solito con pochi ingredienti delle prime due categorie. Possono essere consumati come tali o usati in combinazione con cibi delle altre due categorie.
  4. Gli alimenti ultra-processati. Definiti come formule industriali prodotte da sostanze derivate da cibi o sintetizzate da altre fonti organiche. Generalmente contengono poco o nessun cibo integrale. Sono pronti all’uso o ad essere riscaldati, e sono grassi, salati e privi o carenti di fibre, proteine, micronutrienti ed altre sostanze attive. Tipici esempi sono dolci, snack dolci e salati, gelati, bevande zuccherate, patatine fritte, hamburger, hot dogs, bastoncini di pesce o pollo, piatti pronti surgelati, etc. Anche le formule infantili a base di derivati di latte o soia ricadono in questa categoria.

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