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Andrologo

L’ impotenza maschile

L’ impotenza maschile è un altro modo per definire la disfunzione erettile.

Cioè l’incapacità o impossibilità ad avere o mantenere l’erezione per il tempo necessario al completamento del rapporto sessuale.

Secondo l’Università del Wisconsin il 5% degli uomini americani sopra i 40 anni soffrono di impotenza maschile totale. Questa percentuale sale al 15% negli uomini americani sopra i 70 anni.

Il termine totale sta ad indicare l’assenza totale di erezioni in un mese.

Si parla di impotenza maschile (disfunzione erettile) media quando si hanno almeno 4 erezioni complete in un mese.

Minima quando si hanno 30 erezioni complete in un mese ma si hanno difficoltà ad averle e/o a mantenerle.

Il rischio di manifestare impotenza maschile cresce con l’età.

Negli Stati Uniti alcuni studi hanno evidenziato un legame anche con il livello di educazione del soggetto.

Questo probabilmente perchè individui culturalmente meno preparati conducono stili di vita meno salutari, hanno una alimentazione peggiore, fanno maggior consumo di alcool e minore attività fisica.

L’attività fisica infatti tende a ridurre il rischio di incorrere nell’impotenza.

L’impotenza, la disfunzione erettile, può avere cause organiche, cioè dipendenti dall’organismo, e cause psicologiche.

L’impotenza maschile può essere trattata a qualunque età. Non sempre però il trattamento porta ad una risoluzione completa del problema.

Il trattamento può richiedere psicoterapia, chirurgia, assunzione di integratori, vacuum device e uso di farmaci.

Ampiamente diffuso è l’utilizzo di questi ultimi. Solitamente si tratta di inibitori della 5-fosfodiesterasi.

Ricordiamo:

  • tadalafil,
  • sildenafil
  • vardenafil.

Questi farmaci agiscono potenziando l’effetto dell’ossido di azoto che viene rilasciato dall’organismo a seguito di stimolazione sessuale.

Il nome commerciale è:

  • Cialis (Tafadil),
  • Viagra (Sildenafil),
  • Levitra (Vardenafil).

Come per tutti i farmaci l’assunzione deve essere prescritta dal medico specialista, in particolar modo se è concomitante all’assunzione di altri farmaci. Lo specialista valuterà l’età, il grado di salute, la patologia che determina il problema di disfunzione e, appunto, l’eventuale assunzione di altri farmaci.

E’ efficace l’uso dei farmaci?

In studi randomizzati con placebo, circa il 60% degli uomini affetti da diabete ha sperimentato un miglioramento dell’erezione. Percentuale che sale all’80% degli uomini che nei trials non erano invece affetti da diabete.

Una nota di interesse riguarda pazienti con bassi livelli di testosterone. Sebbene la situazione sia ancora dibattuta, da recenti studi pare che la terapia con testosterone contribuisca ad ottenere una migliore risposta dagli inibitori della 5-fosfodiesterasi.

Al contrario, in assenza di ipogonadismo l’utilizzo di testosterone è assolutamente sconsigliato.

I pazienti affetti da ipogondismo dovrebbero continuare la terapia con testosterone solo in presenza di un miglioramento nei sintomi. Devono essere regolarmente monitorati attraverso esami del sangue che controllino:

  • PSA
  • Emocromo
  • Testosterone

Questo perchè la terapia con testosterone comporta dei rischi per la salute.

E gli integratori?

Si tratta di prodotti di qualità farmaceutica, che mirano ad agire sulla vascolarizzazione, sul desiderio e teoricamente sulla produzione naturale di testosterone.

Sulla vascolarizzazione attraverso la Citrullina, sul desiderio con la Maca e dal lato del testosterone con il Tribulus Terrestris.

I prodotti presenti negli integratori ed estratti dalle piante, Maca e Tribulus, sono solitamente titolati. A differenza di quelli reperibili nei canali tradizionali e aspetto che ne garantisce una qualità, rispetto questi ultimi, migliore.

Mentre Citrullina e Maca hanno dato evidenza, negli studi effettuati, di un’efficacia, controversa è la questione relativa al Tribulus.

Notevole è il marketing intorno a questo prodotto che viene spacciato anche come “doping naturale” (e per questo legale) nell’ambiente del fitness.

Come dicevamo, studi indipendenti hanno gettato ombre sull’efficacia del Tribulus.

Particolare interesse suscitano invece gli studi effettuati sul “ginseng indonesiano” che pare abbia effetti sulla produzione di testosterone.

Al momento però in Italia non esistono integratori di qualità farmaceutica che lo annoverino tra i propri componenti.


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