Scroll to Top
Ansia

Come curare l’ansia per sempre

Nella società moderna sono molte le richieste su come curare l’ansia perché sta diventando un problema molto diffuso. Ci sono diversi approcci, in questo articolo vedremo quali sono i metodi tradizionali.


Per ricevere una consulenza online gratuita dal nostro Psicoterapeuta – Psicologo, vai al Test dello stato Ansioso.

Test Ansia

Per maggiori informazioni sull’ansia vedi

Ansia

Come curare l’ansia. La terapia cognitivo comportamentale e i farmaci sono i due pilastri riconosciuti dalla comunità scientifica per curare l’ansia.

Ci sono poi altre metodologie meno scientifiche che illustrano come curare l’ansia. Le vedremo successivamente.

La terapia cognitivo comportamentale (CBT).

E’ considerata la migliore risposta per la gestione e cura dell’ansia e della depressione. Normalmente per iniziare la terapia sono necessari due o più colloqui con lo specialista. Attraverso dei test e dopo aver ascoltato il paziente si deciderà per una terapia individuale o di gruppo.

La terapia cognitivo comportamentale parte dal presupposto che l’individuo sviluppa delle distorsioni cognitive o pensieri disfunzionali che alterano la percezione della realtà.

Non sono gli accadimenti che determinano il pensare dell’individuo e quindi il suo stato ansioso ma i pensieri, detti appunto disfunzionali, con cui si interpreta la realtà.

Facciamo un esempio: una persona che soffre di claustrofobia può avere degli attacchi di panico se prende l’ascensore, perché percepisce questa come una minaccia, soprattutto se dovesse rimanere bloccata all’interno.  L’analisi corretta prevede che l’ascensore non è un luogo pericoloso, ma è percepito come tale dal claustrofobico. Il suo pensiero (disfunzionale) crea l’emozione; l’emozione generando ansia e paura determina il comportamento. Il comportamento si risolve in questo caso nel prendere le scale. La persona non sale più in ascensore (evitamento).

Per capire le dinamiche che generano ansia e iniziare un percorso di guarigione bisogna capire che:

  1. I pensieri determinano le emozioni
  2. Le emozioni condizionano i comportamenti
  3. I comportamenti rafforzano i pensieri

Se la persona che soffre di ansia ha dei pensieri disfunzionali, alla fine del processo questi verranno rafforzati dai comportamenti.  Per modificare il comportamento bisogna modificare il pensiero.

Cosa sono i pensieri disfunzionali?

Sono delle errate convinzioni che non aiutano l’individuo. Cioè il modo in cui l’individuo interpreta la realtà è sbagliato, è disfunzionale. Da cui la terapia cognitivo – comportamentale.  Il primo step è cognitivo. L’ansioso deve imparare a sostituire i propri pensieri disfunzionali con pensieri funzionali. Questo avviene nelle prime fasi della terapia attraverso una forte collaborazione tra lo psicoterapeuta e il paziente.

Si procede quindi con l’individuare e modificare tutti quegli schemi mentali che il paziente si è costruito e che generano malessere.

Dopo questa fase di intensa collaborazione con lo psicoterapeuta, il paziente riuscirà ad elaborare dei pensieri funzionali, delle convinzioni più attaccate alla realtà. La conseguenza diretta di questo passaggio fondamentale è quello di non scatenare delle forti emozioni che generano ansia e attacchi di panico.

Le emozioni rappresentano l’innesto dell’ansia; se controlliamo le emozioni attraverso una ridefinizione dei nostri pensieri blocchiamo il cortocircuito.

Nell’esempio sopra riportato, lo psicoterapeuta con la collaborazione del paziente riuscirà a convincerlo dell’idea che l’ascensore non rappresenta un luogo pericoloso e che questa paura è irrazionale, ingiustificata. Il pensiero disfunzionale sarà sostituito con un pensiero funzionale.

Tuttavia per guarire completamente dall’ansia non basta solamente un approccio cognitivo, serve anche lavorare sui comportamenti. Infatti i comportamenti sbagliati rafforzano i pensieri disfunzionali.

Nella seconda fase interviene la teoria comportamentale.

La teoria comportamentale mira a mettere in atto tutta una serie di comportamenti che hanno come risultato finale quello di ridurre l’ansia.

Una delle conseguenze tipiche delle manifestazioni ansiose è l’evitamento. Con questo termine si intende la tendenza del paziente ad evitare tutte le situazioni dove potrebbe scatenarsi l’ansia, facendolo così sentire più al sicuro.

Il processo che normalmente avviene è quello di estendere il campo dell’evitamento. Se prima il paziente aveva paura ad entrare, ad esempio in un cinema perché affollato, con il passare del tempo la paura di avere un attacco di panico può estendersi ad i centri commerciali e poi ad altri contesti.

Con questo comportamento il paziente, si sentirà sempre più sicuro (rafforzando così i suoi pensieri disfunzionali). Per evitare questo avvitarsi di comportamenti che alla fine compromettono pesantemente la via del paziente si procede con l’esposizione graduale.

L’esposizione graduale.

E’ una tecnica comportamentale che prevede la graduale esposizione del paziente alle situazioni che egli percepisce come pericolose a livello ansioso. Tale tecnica  deve essere adottata con rispettando totalmente i tempi del paziente, senza mai forzarlo.

Solo in questo modo, riuscirà a convincersi che l’entrare ad esempio in un cinema affollato, non costituisce un pericolo. Quindi si procederà all’inizio, invitando il paziente ad immaginare un cinema, successivamente il paziente dovrà recarsi al cinema, magari con un amico, senza però entrare.

Quando avrà familiarizzato con questa situazione accompagnerà un amico alla cassa, senza poi entrare in sala. Quando anche questa situazione sarà gestita normalmente potrà vedere un film sempre in compagnia di una persona di supporto, magari nel primo pomeriggio quando le sale non sono affollate.

In questo modo, attraverso un’esposizione graduale, il paziente non solo disinnesca i comportamenti che possono rafforzare l’ansia ma riesce anche a costruirsi un valida sicurezza, derivante dall’esperienza positiva, in grado di disinnescare i pensieri generatori di ansia.

La comunità scientifica alla domanda ” come curare l’ansia ” risponde che la terapia cognitivo comportamentale rappresenta uno degli strumenti più efficaci per affrontare questo problema.


Per ricevere una consulenza online gratuita dal nostro Psicoterapeuta – Psicologo, vai al Test dello stato Ansioso.

Test Ansia

Per maggiori informazioni sull’ansia vedi

Ansia

 

Terapia cognitivo comportamentale

Like it? Share it!