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Ginecologo

Utilizzo dei farmaci in gravidanza

La somministrazione farmaci in gravidanza costituisce un problema molto serio ed esistono ampie trattazioni in proposito, sia a livello nazionale che internazionale.

I parametri che regolano l’utilizzo dei farmaci in gravidanza, a causa dei possibili effetti nocivi sul feto, sono: il passaggio del farmaco attraverso la placenta, l’eliminazione e/o il metabolismo dello stesso da parte del feto, l’effetto finale sul feto che può variare nelle diverse settimane di gravidanza ed infine l’effetto diretto sulla madre.

In generale il periodo più critico è il primo trimestre, perché in questa fase il feto è nella fase in cui forma tutti gli organi, che possono perciò rischiare di essere alterati nella loro genesi o formazione.

La regola generale è che nessun farmaco debba essere utilizzato dalla donna in gravidanza senza la preventiva consultazione del curante.

I farmaci veramente nocivi sono pochi, ma scarsi sono anche quelli ampiamente sperimentati che si siano dimostrati completamente sicuri, come del resto indicato dai bugiardini allegati alle confezioni.

Ci sono farmaci completamente proscritti come gli anti-tumorali, e altri la cui somministrazione è indispensabile a causa di particolari patologie materne quali l’epilessia o le sindromi auto-immuni, per le quali la sospensione del farmaco sarebbe più pericolosa della prosecuzione dello stesso.

E’ utile esaminare  dettagliatamente le diverse patologie valutando quali farmaci possono essere utilizzati in sicurezza:

  • Infezioni varie: completamente sicuri i derivati dell’amoxicillina e le cefalosporine, mentre tutti gli altri vanno prescritti con estrema prudenza. Purtroppo nelle urine si sviluppa talvolta la presenza di batteri resistenti per cui  la terapia va attentamente valutata. Gli antimicotici per via generale sono vietati, mentre sono consentiti e utili quelli per via vaginale.
  • Il buon funzionamento della tiroide è fondamentale sia per la madre che per il feto, per cui la funzionalità della stessa va attentamente monitorata.

  • Ipertermia/febbre: utilissima la tachipirina, mentre i derivati dell’acido acetil-salicilico e gli anti-infiammatori simili ( FANS) non dovrebbero essere utilizzati. Gli steroidi e i preparati ormonali sono proscritti.
  • Nel primo trimestre la nausea e il vomito sono molto frequenti: è indispensabile assumere pasti leggeri e frequenti, con alimenti facilmente digeribili, evitando le bevande gassate. Se la paziente perde peso in misura significativa, la metoclopramide è considerata generalmente sicura, sia per bocca che in somministrazione intra-muscolare . Gli anti-acidi sono sempre prescrivibili.

  • I farmaci antiansia, i tranquillanti, gli antidepressivi e gli analettici sono proscritti, così come i farmaci per la terapia dell’ulcera gastrica ( inibitori della pompa protonica) e la vitamina A.
  • L’insorgere di ipertensione in gravidanza costituisce una complicanza grave e va trattata in ambito ospedaliero

  • Dolori articolari o muscolari o cefalea: vedi quanto raccomandato per gli anti-infiammatori
  • Stipsi: va combattuta non con lassativi, ma con sostanze che favoriscano la formazione di feci morbide e abbondanti come il lattulosio, la crusca, le farine integrali, ecc.

  • I farmaci per eventuale minaccia d’aborto o di parto prematuro vanno prescritti dallo specialista, spesso dopo ricovero ospedaliero. L’unico farmaco somministrabile nella lieve minaccia di aborto è il progesterone sia per bocca che per via trans-vaginale.
  • Altri farmaci somministrabili in sicurezza comprendono quelli per le varici venose o per le emorroidi.

  • Il ferro è assolutamente indispensabile nella maggior parte delle gravidanze, per cui va prescritto con generosità. Quanto all’acido folico, esso è utilissimo per la prevenzione dei difetti congeniti del tubo neurale, per cui va assunto a partire da 3 mesi prima del concepimento e comunque fino alla 9° settimana di gravidanza.
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