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Nutrizionista

Restrizione dietetica cognitiva ed episodi di abbuffata: un legame complesso da valutare

Restraint theory (teoria della restrizione):

descritta per la prima volta da Herman e Polivy: cerca di spiegare perché le persone che stanno a dieta abbiano difficoltà a perdere peso e ipotizza che possano avere episodi di abbuffata durante la dieta scatenati dalla restrizione calorica a causa del bilancio energetico negativo.

Questo è meglio spiegato introducendo il concetto di set point.

Il set point del peso è fissato per ogni individuo: ognuno di noi ha un peso predefinito.

Questo dipende dalla genetica, ed ogni tentativo di allontanarsi da esso, sia in aumento che in diminuzione, mette in moto molteplici meccanismi (fisiologici e psicologici) che tendono a portarlo alla situazione di base. Non è impossibile modificare il proprio peso, ma è difficile, e comunque si può fare in misura limitata, si calcola attorno al 5-10%.

Fra i rischi di una soppressione eccesiva di peso ci sono gli episodi di iperalimentazione compulsuva o abbuffate.

Il rischio di abbuffate può aumentare quando si verifica una perdita anche temporanea del controllo cognitivo sull’alimentazione.

I meccanismi con cui questa caduta si verica sono:

  • l’effetto della violazione del controllo, che si verifica quando l’individuo rompe le proprie regole dietetiche. Mi propongo stare a dieta, non riesco, imputo a me la colpa del fallimento, ho delle emozioni negative. La deprivazione psicologica e quella fisica che altera il senso della fame e della sazietà possono condurre all’abbuffata. Anche il pensiero dicotomico (tutto o nulla) può condurre all’abbuffata: per oggi la dieta è fallita, tanto vale che mi abbuffi.
  • l’esaurimento di limitate risorse cognitive di auto­regolazione. In realtà non c’è colpa nel trasgredire ad una dieta ma il non apprendimento delle abilità (Skills) che mi possono aiutare a superare i momenti di difficoltà.

Si viene così ad instaurare un modo patologico (malato) di condurre la dieta in cui le abbuffate si alternano a restrizione anche eccessiva.

“Il modo patologico di condurre la dieta diventa poi parte integrante nello sviluppo e nel mantenimento dei disturbi dell’alimentazione nella teoria transdiagnostica proposta da Fairburn e colleghi nel 2003. Secondo tale teoria, l’eccessiva valutazione del peso, della forma del corpo e del loro controllo incentiva gli sforzi per perdere peso con l’adozione di una dieta ferrea e l’episodio di abbuffata è in molti casi la conseguenza della rottura delle regole dietetiche rigide ed estreme adottate dalle persone con disturbi dell’alimentazione, indipendentemente dal fatto che esse producano un deficit calorico.

Numerose ricerche hanno dimostrato che la restrizione dietetica cognitiva (cioè anche solo l’intenzione di stare a dieta) predice l’esordio e il mantenimento di alcune espressioni caratteristiche della psicopatologia del disturbo dell’alimentazione. Come gli episodi di abbuffata e gli associati comportamenti di compenso. Ma in altri casi un aumento del controllo sull’alimentazione riduce la frequenza degli episodi di abbuffata nei pazienti che seguono trattamenti per la perdita di peso, quando sono confrontati con controlli sani.”

Consulta Nutrizionista Online
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