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Nutrizionista

La dieta chetogenica

 Le caratteristiche della dieta chetogenica sono:

  • il basso contenuto di carboidrati, corrispondente a un quantitativo giornaliero < 50 gr/die, pari circa al 5% del fabbisogno calorico giornaliero.
  • l’alto contenuto di grassi, superiore al 60% del fabbisogno giornaliero.
  • le quantità equilibrate di proteine, senza alcuna limitazione dal punto di vista calorico.

Tale regime alimentare induce una condizione metabolica definita “chetosi fisiologica”

Il basso introito di carboidrati, nella dieta chetogenica, determina:

  • un basso livello di insulina circolante
  • un incremento della concentrazione plasmatica di glucagone, ormone che è antagonista dell’insulina
  • aumento della mobilizzazione e del consumo dei grassi che vengono trasformati in “corpi chetonici” utilizzati per produrre energia e in parte eliminati con il respiro.

Effetti

riduzione del peso corporeo per:

  • parziale eliminazione dei grassi sotto forma di corpi chetonici con il respiro
  • riduzione dell’appetito per aumento del senso di sazietà per effetto diretto dei corpi chetonici, per alta percentuale di proteine nella dieta, per aumento di ormoni gastrointestinali e di leptina (un ormone prodotto dalle cellule grasse)
  • aumento del tono dell’umore
  • diminuzione della resistenza degli organi e tessuti all’insulina

Problemi

Alcuni studi evidenziano in alcuni gruppi di soggetti una modificazione dei grassi nel sangue assetto in senso aterogeno.

In particolare, un incremento dei livelli di LDL , VLDL, colesterolo non HDL, trigliceridi e Apo B e una riduzione dei livelli di HDL.

Gli Autori concludono segnalando la necessità di ulteriori studi per verificare se questo stile alimentare possa nel tempo stimolare la produzione di sostanze infiammatorie e promuovere disfunzione endoteliale e lesioni vascolari di tipo aterogeno

Conclusioni

Benché talvolta utili per indurre una rapida riduzione del peso, le diete estreme non hanno dimostrato effetti benefici a lungo termine, né in termini di calo ponderale né tantomeno in termini di riduzione del rischio cardiovascolare.

La scelta di un regime alimentare controllato dovrebbe passare sempre dallo specialista medico e non essere il frutto di iniziative personali che talvolta possono essere addirittura dannose.

 

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