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Nutrizionista

Alimentazione e salute: nutraceutica, nutrigenomica e alimenti funzionali

Connessione tra alimentazione e salute

Alimentazione e salute sono strettamente collegate tra loro. Esistono alimenti e sostanze in grado di rallentare l’invecchiamento e ridurre il rischio di malattie. In tal senso, si parla di nutraceutica, di alimenti funzionali e di nutrigenomica.

Scopriamo di più.

Nutraceutica ed alimenti funzionali

Nutraceutica è un neologismo costituito da “nutrizione” e “farmaceutica“. Si riferisce allo studio di alimenti per cui gli studi fin qui effettuati hanno evidenziato una funzione benefica sulla salute umana.

La European Commission Concerted Action on Functional Food Science (FUFOSE) definisce “funzionale” un alimento se:

  1. è dimostrato con sufficiente chiarezza il suo effetto positivo su una o più funzioni dell’organismo, in maniera tale da essere rilevante per il miglioramento dello stato di salute e/o nella riduzione del rischio di malattia, indipendentemente dal suo effetto nutrizionale
  2. inoltre, deve poter esercitare i suoi effetti per le quantità normalmente consumate con la dieta.

alimentazione e salute

Differenze tra alimento funzionale e sostanza nutraceutica

Quale caratteristica distingue l’alimento funzionale dal “nutraceutico”? La presenza di un effetto benefico con le quantità consumate nella dieta. “Nutraceutica”, invece, è nella maggior parte dei casi, una vera e propria preparazione farmaceutica, contenente principi attivi presenti naturalmente negli alimenti, ma estratti, purificati, concentrati e assunti in dose farmacologica.

Spesso i termini di “alimento funzionale” e “nutraceutico” sono impropriamente utilizzati come sinonimi, proprio perché manca una legislazione specifica sulla loro catalogazione ed etichettatura.

Classificazione degli alimenti funzionali

Gli alimenti funzionali si dividono in due categorie:

  1. convenzionali
  2. e modificati.

Alimenti funzionali convenzionali

Appartengono alla prima categoria (alimenti convenzionali):

  • i cereali integrali,
  • la frutta secca,
  • la soia,
  • i pomodori.

Le componenti fisiologicamente attive (come fibre, beta-carotene, licopene, ecc.) sono già naturalmente presenti nell’alimento.

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Alimenti funzionali modificati

Rientrano nella seconda categoria (alimenti modificati):

  • i prodotti caseari a basso tenore in grassi,
  • gli alimenti light,
  • gli alimenti arricchiti in fibre e prebiotici
  • e gli alimenti a basso indice glicemico.

Per gli alimenti modificati, è la tecnologia a rendere l’alimento funzionale:

  • arricchendolo o addizionandolo di uno o più componenti con effetti benefici,
  • oppure rimuovendo dall’alimento uno o più componenti con effetti negativi,
  • oppure sostituendo un componente con un altro con effetti benefici,
  • o migliorando la biodisponibilità di molecole con effetti benefici per la salute.

vitamine alimentazione

Quali sono le sostenza nutraceutiche

Le sostanze nutraceutiche sono normalmente derivate dalle piante, dagli alimenti e da fonti microbiche.

Esempi di nutraceutici sono:

  • i probiotici,
  • gli antiossidanti,
  • gli acidi grassi polinsaturi (omega-3),
  • le vitamine
  • e i complessi enzimatici.

Tipicamente, vengono utilizzate per prevenire le malattie croniche.

Nutrigenomica

Nutrigenomica è la disciplina che si occupa di studiare correlazioni tra alimenti e modifiche del DNA (sequenza di geni). E’ detta anche genomica nutrizionale.

Ora, si sa che:

  1. non solo il nostro DNA è in grado di influenzare il nostro stato di salute
  2. ma che è vero anche il contrario, cioè il nostro stile di vita (ed in particolare la nostra alimentazione, di questo ci occupiamo) è in grado di modificare il nostro DNA e quindi la nostra salute.

Questo avviene perché nei cibi sono contenute sostanze che riescono ad arrivare nell’interno delle cellule e a modificare il DNA o meglio la capacità dei geni di esprimersi (modifiche epigenetiche).

Non tutti i geni sono in fase di attività, e queste sostanze sono in grado di attivarli od inibirli. I nostri geni sono uguali in tutte le nostre cellule ma non in tutte sono attivi: in caso contrario, un osso non potrebbe essere diverso da un muscolo.

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Alimenti che rallentano l’invecchiamento e favoriscono la longevità

I nutrienti sono in grado di attivare o inibire l’attività di alcuni geni. Ed in particolare a noi qui interessano quelli deputati all’invecchiamento e alla longevità.

Questi sono:

  • antocianine (arance rosse, cavoli cappuccio rossi, ciliegie, frutti di bosco, melanzane, patate viola, prugne nere, radicchio, uva nera)
  • quercetina (presente in asparagi, capperi, cioccolato fondente al 70%, cipolle, lattuga)
  • resveratrolo (uva, vino rosso)
  • curcumina (curcuma)
  • epigallocatechingallato (tè verde e tè nero)
  • fisetina (cachi, fragole, mele)
  • capsaicina (paprika piccante e peperoncino).

Gerontogeni

Queste sostanze sono in grado di modulare i geni dell’invecchiamento (gerontogeni) e quelli della longevità in senso positivo.

I gerontogeni sono deputati all’accumulo di energia ed entrano in azione quando introduciamo quantità eccessive di cibo per le nostre esigenze. Questo ha un effetto negativo oltre all’iperaccumulo di grasso. Si attivano vie metaboliche che portano alla formazione di sostanze tossiche per l’organismo: i radicali liberi, che hanno azione negativa sulla cellula fino alla sua morte.

Si viene a creare uno stato infiammatorio cronico (detto subclinico, perché noi non ce ne accorgiamo, per esempio non avvertiamo febbre o modificazione degli esami). Gli studi attuali considerano tale stato infiammatorio alla base delle malattie degenerative, dal diabete alle malattie cardiovascolari, al cancro.

In merito ad alimentazione e salute, consulta gratuitamente la nostra Nutrizionista online.

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