Meccanismi e patofisiologia dell’obesità

Da:S.B. Heymsfield and T.A. Wadden

N Engl J Med 376:254, January 19, 2017

Lo screening dell’intero genoma ha consentito di individuare più di 300 loci che sono associati con l’obesità, sebbene complessivamente questi diano conto per meno del 5% delle variazioni dell’indice di massa corporea e dell’adiposità; il più importante è il gene FTO con le sue varianti.

I portatori hanno un incremento di peso di ,2 o 3 kg di più dei non portatori.

Oltre all’infuenza genetica, anche l’ambiente può influire attraverso la modificazione dei sistemi con cui l’informazione viene trasportata del DNA alla cellula (transcrizione e translazione); inoltre esiste la possibilità che sostanze contenute nei cibi o nell’ambiente arrivino all’interno delle cellule e modifichino la capacità dei geni di esprimersi (epigenetica).

Quindi geni ed ambiente interreagiscono in un sistema complesso che regola il bilancio energetico e di conseguenza il peso.

I sistemi deputati a questo sono:

a livello del cervello due gruppi di neuroni localizzati nell’ipotalamo che sono eccitati o inibiti da neuropeptidi (sostanze simili a proteine prodotte o ad attività sul sistema nervoso ) che vanno nel circolo sanguigno e controllano il bilancio energetico regolando l’introduzione di cibo e il dispendio energetico.

I segnali provenienti dal sistema nervoso centrale si coordinano con quelli provenienti dalla periferia (intestino,stomaco, pancreas, microbioma, tessuto adiposo-grasso-, altri organi).

Ci sono altre areee del cervello al di fuori dell’ipotalamo che possono contribuire al bilancio energetico regolando ad esempio il desiderio di cibo che deriva dal piacere che procura, attraverso la memoria, il pensiero, l’attenzione.

Se si riduce l’introduzione di cibo o si incrementa l’attività fisica si innescano meccanismi compensatori (riduzione del movimento spontaneo, del dispendio energetico, preoccupazione per il cibo ed altri processi metabolici e psicologici che dipendono dall’entità e dalla durata della restrizione calorica. Questi cambiamenti possono essere così leggeri da non essere apprezzati dall’individuo ma sono sufficienti a limitare l’entità della perdita di peso ed essere mantenuti finché dura lo stato di basso peso.

Quindi persone che sono state obese e sono dimagrite possono essere metabolicamente diverse dalle loro controparti che non sono mai state obese.

Questo spiega l’alta percentuale di ricadute dopo la dieta e come l’obesità sia una malattia cronica che richiede controllo a lungo nel tempo.

Consulta la nostra Nutrizionista Online.

Consulta Nutrizionista Online